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Una ricerca UNIVPM evidenzia i benefici della VMC su qualità dell’aria, salute e costi economici
La Regione Marche rappresenta oggi uno dei casi più significativi in Italia nell’applicazione della ventilazione meccanica controllata (VMC) negli edifici scolastici. I primi risultati scientifici, elaborati dall’Università Politecnica delle Marche nell’ambito del progetto necessARIA, confermano il ruolo cruciale della ventilazione meccanica nel miglioramento della salubrità e sicurezza dell’aria interna.
Secondo l’analisi condotta dall’ateneo, basata sui dati forniti dalla Regione Marche – che ha investito 10 milioni di euro per installare sistemi VMC in 2.500 aule frequentate da oltre 34 mila studenti – emerge chiaramente che la ventilazione naturale non garantisce livelli adeguati di qualità dell’aria. Come sottolineato dal Professor Costanzo Di Perna dell’Università Politecnica delle Marche: “Da questi risultati è possibile affermare che il ruolo della ventilazione meccanica è fondamentale e che la ventilazione naturale da sola non è sufficiente”.
Accanto agli aspetti sanitari, lo studio evidenzia anche ricadute economiche significative. Il Professor Marco Giuliani, docente di Economia Aziendale presso l’ateneo, spiega come la riduzione delle patologie legate alla scarsa qualità dell’aria comporti benefici concreti per il sistema pubblico e produttivo: “L’analisi preliminare si basa sui dati demografici e sociali raccolti con riferimento a 34 scuole della Regione Marche con il supporto delle scuole stesse e sui dati tecnici relativi a 194 scuole. Pertanto – ha concluso il professor Giuliani – i benefici economici complessivi ottenuti nell’arco della vita utile dell’investimento risultano superiori ai costi sostenuti per l’acquisto, l’installazione, il funzionamento e la manutenzione degli impianti”.
Le Marche si confermano una regione pilota del progetto necessARIA. L’assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici Francesco Baldelli ricorda come l’iniziativa sia nata nel pieno della pandemia: “Le Marche si confermano all’avanguardia, sia in Italia che in Europa, per l’innovazione tecnologica al servizio della salute e del benessere. Durante la pandemia di COVID-19, mentre molti puntavano esclusivamente su misure restrittive, noi abbiamo creduto fermamente nella ricerca e nella tecnologia, mobilitando i nostri ingegneri per studiare soluzioni capaci di ridurre la trasmissione delle malattie aeree. È in questo contesto che è nata l’idea di utilizzare la ventilazione meccanica controllata”.
Lo stesso Baldelli richiama anche le prime valutazioni condotte dalla Fondazione Hume: “Le prime ricerche, come quelle condotte dalla Fondazione Hume sul sistema di ventilazione adottato nelle Marche, hanno dimostrato che, se correttamente applicata, questa tecnologia è in grado di abbattere la diffusione non solo del COVID-19 ma di tutti i virus a trasmissione aerea, con una riduzione fino all’80%. Questa soluzione avrebbe potuto evitare la chiusura delle scuole, garantendo ai nostri ragazzi la possibilità di continuare a studiare in presenza, mantenendo rapporti sociali fondamentali con i loro coetanei e insegnanti. La scuola, infatti, non è solo un luogo di apprendimento, ma un pilastro formativo essenziale per la crescita dei nostri giovani”.
Guardando al futuro, l’assessore conferma la volontà di estendere l’utilizzo della VMC oltre il settore scolastico: “Oggi la Regione Marche vuole estendere questo sistema innovativo non solo agli istituti scolastici, ma a tutti gli edifici pubblici. L’obiettivo è offrire alle nostre comunità ambienti più sicuri, sani e socialmente vivibili, dai municipi agli ospedali, garantendo un livello di tutela della salute mai raggiunto prima. Investiamo nel ‘Fattore Q’ il fattore qualità, non solo nelle scuole ma anche negli ospedali con l’Architettura del Benessere. Stiamo investendo oltre un miliardo di euro per riformare la sanità di questa regione e lanciarla finalmente, correggendo gli errori del passato, verso il 3º millennio”.
L’esperienza maturata nelle Marche ha inoltre contribuito alla definizione di un modello di bando con requisiti tecnici specifici, adottato nel progetto necessARIA per altre installazioni in Italia. Sono state così collegate 35 aule scolastiche servite da impianti di ricambio dell’aria in tre aree del Paese: 12 in Provincia di Bolzano, 5 in Abruzzo e 18 in Puglia. Tutti gli edifici coinvolti sono attualmente oggetto di monitoraggio strumentale e indagini soggettive, secondo la procedura definita all’avvio del progetto.
L’esperienza delle Marche dimostra come un approccio strutturato alla qualità dell’aria negli ambienti scolastici possa produrre benefici sanitari, sociali ed economici misurabili. A confermarlo sono i primi dati scientifici disponibili e un modello operativo oggi osservato con interesse anche oltre i confini regionali.
(fonte: necessaria.it)


