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Digitalizzazione, sinergia con le imprese e focus sull’agrifood: i nuovi sviluppi del polo logistico marchigiano
Il paragone con poli affermati in Italia e in Europa non è fuori luogo: l’interporto di Jesi sta mettendo a frutto una serie di interventi che ne migliorano l’intermodalità e ne riducono le inefficienze, con l’obiettivo di abbassare tempi e costi per le imprese. A questo si aggiunge un investimento in digitalizzazione da 805mila euro, che punta a rendere l’infrastruttura ancora più performante e competitiva per le imprese.
Un esempio concreto dei benefici generati dall’insediamento presso l’hub jesino è rappresentato dalla Cam di Jesi – Consorzio Autotrasportatori Marchigiani, che conta 40 soci e 70 automezzi. Dal 2013 il consorzio dispone di un magazzino di 5mila mq e della vicinanza diretta al terminal ferroviario, elementi che hanno trasformato la struttura in una piattaforma logistica completa. Oggi gestisce lo svuotamento dei container, lo stoccaggio, la tracciabilità degli ordini e anche operazioni complesse come lo scarico e la consegna di coils provenienti dalle acciaierie del Nord.
Il cambio di passo è stato favorito dall’attuale amministrazione guidata dal presidente Massimo Stronati, con la vice Roberta Fileni e il consigliere Gilberto Gasparoni, che ha puntato su riqualificazione dell’area, dialogo con le imprese e attrazione di insediamenti strategici come il progetto Amazon.
Tra gli operatori privati coinvolti emerge il gruppo Morandi, attivo nel porto di Ancona, che vede nell’interporto uno strumento per aumentare l’attrattività dello scalo dorico, ridurre l’impatto ambientale e favorire settori come e-commerce e agrifood.
Proprio sull’agrifood si innesta una delle novità più rilevanti. In occasione dell’inaugurazione della sede rinnovata dell’interporto, alla presenza del vicepremier Matteo Salvini, è stato firmato un protocollo triennale tra Coprob Italia Zuccheri, Coldiretti Marche e Confcooperative Marche. L’accordo prevede la riattivazione della piastra ferroviaria per trasferire su rotaia le produzioni di barbabietole verso gli zuccherifici di Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Rovigo), con una riduzione stimata fino a 50 autotreni al giorno durante i due mesi di campagna.
Secondo Coldiretti, questa scelta contribuisce a un’agricoltura più competitiva, efficiente e rispettosa del territorio e riduce tempi e costi di gestione rendendo più fluido l’accesso ai mercati esteri.
In questa prospettiva, l’hub jesino si candida a diventare una piattaforma intermodale strategica per il sistema produttivo marchigiano, rafforzando la logistica come leva di sviluppo e apertura verso nuove rotte commerciali.

